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		<title>Obama elogia i ristoranti di Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 14:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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<p><em><strong>Fipe: &#8220;Grazie Presidente&#8221;</strong></em></p>
<p><em>&#8220;Siamo estremamente orgogliosi degli elogi rivolti dal presidente statunitense, <strong>Barack Obama</strong>, alla ristorazione italiana. La nostra grande tradizione fatta di qualità, cortesia e genuinità non poteva sfuggire ad un uomo così attento alle persone, alle loro origini e al loro lavoro&#8221;.</em></p>
<p><span id="more-71"></span>E’ questo il commento del presidente <strong>Fipe</strong>, Lino <strong>Enrico Stoppan</strong>i, agli apprezzamenti rivolti a <strong>Firenze</strong> e ai suoi ristoranti direttamente dall’inquilino della Casa Bianca durante un’assemblea dei sindaci americani a cui ha partecipato anche il primo cittadino di Firenze, <strong>Matteo Renzi</strong>. Il sindaco ha ricordato l’origine fiorentina di <strong>Amerigo Vespucci</strong> e il presidente Usa ha sottolineato la sua stima all’Italia <strong>elogiando Firenze e la sua ristorazione</strong>.</p>
<p><em>&#8220;E’ il riconoscimento migliore </em>– ha aggiunto il presidente di <strong>Fipe</strong> Toscana, <strong>Aldo Cursano</strong> – <em>a chi dedica amore e passione a questo settore. La ristorazione è sempre stata uno dei punti di forza del turismo e sentir definire da parte di Obama che Firenze ha i migliori ristoranti del mondo ripaga gli sforzi degli imprenditori della cucina&#8221;. </em></p>


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		<title>LobsterPot il primo Contemporary Art Restaurant in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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<p><em><strong>Alla presentazione del catalogo della collezione, giovedi 3 dicembre alle ore 19.00,  seguirà un cocktail con fingerfood a base di pesce e spumante.</strong></em></p>
<p>Giovedi <strong>3 Dicembre</strong> alle ore 19 verrà presentato il catalogo della collezione del “<strong>Lobster Pot</strong>”, il primo vero <strong>Contemporary Art Restaurant</strong>” (CAR) in Italia, un luogo dove la ricerca contemporanea in campo artistico e culturale si fonde con l&#8217;innovazione anche in campo culinario.</p>
<p><span id="more-56"></span><strong>Luis Gispert, Anneè Olofsson, Dean Sameshima, Julie Orser, James Bigood</strong> sono alcuni degli artisti affermati a livello internazionale le cui opere animano le pareti del Lobster Pot e che arricchiscono il catalogo ideato e concepito ad hoc per il ristorante, in cui sono presenti, tra gli altri, anche gli italiani <strong>Arash Radpour, Jacopo Benassi, Matteo Sanna</strong> e <strong>Aristide Gagliardi.<br />
</strong><br />
Il <strong>Lobster Pot</strong> inaugura il nuovo corso della <strong>Birreria Viennese,</strong> storica locanda, patrimonio enogastronomico della capitale che riapre in seguito ad un breve<strong> restilyng</strong>, con un’identità tutta nuova. Alla birreria, che sarà spostata al piano superiore, verrà affiancato infatti un progetto che vuole contrapporre alla tradizione del locale un innovativo spirito orientato al futuro.</p>
<p>Il <strong>progetto CAR </strong>nasce, infatti, dalla passione dei nuovi gestori Agostino Lauro e Paolo Tortora, convinti che il <strong>Lobster Pot </strong>non dovrà essere il tipico art restaurant dove si affittano sale per esposizioni o l&#8217;ultimo luogo alla moda con arredamento di tendenza dove trovare qualche innesto di<strong> arte contemporanea</strong>; l&#8217;intento è invece quello di riscoprire quell&#8217;antica forma di &#8220;<strong>mecenatismo</strong>&#8221; che da sempre lega indissolubilmente l&#8217;arte culinaria all&#8217;arte tout-court, attraverso il coinvolgimento dei protagonisti del settore e una programmazione culturale di qualità.</p>
<p>Non è difficile, infatti, recarsi in un antico ristorante, in giro per l&#8217;Europa, e trovare alla parete, un disegno di un Modigliani o di qualche artista minore e squattrinato, usato a suo tempo per pagare il conto. Il ristorante, la locanda, la birreria possono dunque essere considerati i primi e gli ultimi mecenati di ogni artista, affermato o meno. Il <strong>CAR</strong>, rielaborando questa antica formula, darà agli artisti la possibilità di esprimere il proprio lavoro attraverso una serie di mostre temporanee chiamate &#8220;<strong>Omaggi</strong>&#8221; al termine delle quali il ristorante entrerà in possesso di un&#8217;opera dell&#8217;artista per inserirla così nella propria collezione permanente.</p>
<p>Situato nel cuore pulsante di <strong>Roma</strong>, nei pressi di Piazza di Spagna, a due passi da alcune tra le più illustri <strong>gallerie di arte moderna </strong>e contemporanea della città, il <strong>Lobster Pot</strong> vuole proporsi, quindi, come luogo di incontro e di scambio per gli addetti ai lavori e i sempre più numerosi<strong> turisti</strong> di arte contemporanea che affollano la capitale giungendo da tutto il mondo in occasione di importanti rassegne internazionali.</p>
<p><em>“Ci piacerebbe-</em> sottolineano i <strong>gestori</strong> Agostino Lauro e Paolo Tortora- <em>che il Lobster Pot &#8211; CAR non diventi un locale dove si va per &#8220;farsi vedere&#8221; ma piuttosto per &#8220;vedersi&#8221;, riscoprendo quello che è uno degli aspetti fondamentali del mangiar bene: il relazionarsi con il prossimo. Un contenitore di informazioni su tutti gli eventi in qualche modo legati al mondo dell&#8217;arte contemporanea”.</em></p>
<p>Il Lobster Pot propone un<strong> menù</strong> completamente nuovo a base di <strong>pesce</strong> rigorosamente fresco, <strong>crostacei </strong>e <strong>frutti di mare </strong>di ogni genere, a cominciare dalle più pregiate varietà di<strong> ostriche</strong>. Il tutto sarà accuratamente preparato e cucinato dallo Chef Massimiliano. Il ristorante avrà una doppia formula: pranzo a menù fisso e cena à la carte, entrambi ispirati ai profumi e ai sapori unici ed inconfondibili del nostro Mediterraneo.</p>


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		<title>&#8220;Cena Gialla&#8221;, al Ristorante &#8220;Così Com’è&#8221; di Pieve a Fievole</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 09:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><strong>Evento Artistico &#8211; Culturale, Giovedì 16 Aprile , al Ristorante Così Com’è di Pieve a Fievole. Jacqueline Monica Maggi, Stefano Fiori e Bruno Ialuna, presentano la loro Antologia “Delitti a regola d’arte “.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Giovedì 16 aprile si terrà la “<strong>Cena gialla al ristorante</strong>“ presso il locale &#8220;Così Com&#8217;è&#8221; a Pieve a Nievole. Alle ore 20.30 tutti  pronti in tavola per quest gustosa e misteriosa cena con gli autori dell&#8217;antologia gialla <strong>&#8220;Delitti a regola d&#8217;arte</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-53"></span>Jacqueline Monica Maggi, Stefano Fiori e Bruno Ialuna, presentano la loro Antologia “Delitti a regola d’arte&#8221;. <em>Questa antologia non è un saggio, ma un insieme di storie verosimili legate a fatti criminosi e con delitti che hanno a che fare con il mondo dell&#8217;arte. Ad onor del vero, il titolo dell&#8217;opera può, e forse vuole, far nascere qualche dubbio perché, in senso letterale, potrebbe riferisi a delitti commessi a &#8220;regola d&#8217;arte&#8221;, i cosí detti &#8220;delitti perfetti&#8221; che fortunatamente, però, sono rinvenibili molto piú spesso sulla carta stampata che nella vita reale. Sono storie di fantasia dunque, ma &#8220;veritiere&#8221;, veritative, saldamente ancorate alla vita di tutti i giorni e soprattutto molto godibili</em> (dalla prefazione di Giuseppe Previti).</p>
<p style="text-align: justify">Alla fine si brinderà alle mostre di foto e di pittura presenti nel locale con un brindisi offerto da Nella Guelfi, gallerista.</p>


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		<title>Cuoche divine</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 13:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://viaggi.corriere.it/viaggi/doveconsiglia/ristoranti/2009/cuoche_divine_piemonte/img/300prodotticuoche.jpg" alt="http://viaggi.corriere.it/viaggi/doveconsiglia/ristoranti/2009/cuoche_divine_piemonte/img/300prodotticuoche.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel centro di <strong>Norcia</strong>, la bellissima città nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, famosa per le sue bellezze artistiche, c’è un piccolo monastero di <strong>benedettine cassinesi</strong> che conducono una vita attiva, dedicata all’ospitalità e alla cucina.<span id="more-48"></span></p>
<p style="text-align: justify">Non è il loro, perciò, un ristorante, ma più semplicemente un luogo in cui si può essere ospitati e dove si possono gustare <strong>specialità locali particolari</strong> e molto gustose, un trend, questo dell&#8217;accoglienza religiosa, che sta riscuotendo sempre più proseliti.</p>
<p style="text-align: justify">All’interno del <strong>Monastero di Sant’Antonio Abate</strong> le religiose, guidate dalla madre superiora suor Caterina, offrono vitto e alloggio a tutti, dai turisti alle famiglie, dai pellegrini ai gruppi di preghiera, con una particolarità: cucinano proprio loro. E le loro ricette sono rinomate. Per questo, prenotando per tempo, è possibile essere ospitati anche solo per una cena o per un pranzo. Propongono menu semplici e unici, con una o due scelte, dal <strong>gusto casalingo e saporito</strong>: piatti della tradizione, ricette di una volta ricche di quel valore intrinseco di carità e fratellanza che è parte della mensa cristiana.</p>
<p style="text-align: justify">Le monache mettono a disposizione le verdure che esse stesse <strong>coltivano</strong> nei loro orti, carni di maiale e non, arrostite nella loro cucina, ma soprattutto il piatto forte che tutti vogliono assaggiare e per il quale sono diventate famose: <strong>il tartufo monacale.</strong> È una specie di pesto, originalissimo, preparato con basilico, olive, funghi, acciughe, aglio ed erbe aromatiche del circondario, utilizzato per condire paste fresche o per farcire crostini caldi e carne arrosto.<em><br />
</em></p>
<p><em>[Fonte: corriere.it]</em></p>


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		<title>Gusto fusion</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 15:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Creatività e gusto. Ecco su cosa si basano gli chef di Stoccolma. Sia essa cucina svedese, etnica o internazionale, l’importante è stupire. I ristoranti stellati da una o due stelle Michelin sono diversi e il design non manca mai. Tra le location più nuove è sicuramente da prendere in considerazione Pontus!, aperto da qualche mese [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://viaggi.corriere.it/viaggi/doveconsiglia/ristoranti/2009/stoccolma/img/risto.jpg" alt="http://viaggi.corriere.it/viaggi/doveconsiglia/ristoranti/2009/stoccolma/img/risto.jpg" width="400" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify">Creatività e gusto. Ecco su cosa si basano gli chef di <strong>Stoccolma</strong>. Sia essa cucina svedese, etnica o internazionale, l’importante è stupire. I ristoranti stellati da una o due stelle Michelin sono diversi e il design non manca mai.<span id="more-43"></span></p>
<p style="text-align: justify">Tra le location più nuove è sicuramente da prendere in considerazione <a title="Pontus" href="http://www.pontusfrithiof.com/index_2.php" target="_blank">Pontus!</a>, aperto da qualche mese proprio nel cuore della city. Se la facciata non regala nessun tipo di emozione, appena varcato l’ingresso si entra in un elegantissimo <strong>Oyster Bar</strong> dai colori tenui. Il piano di sotto accoglie invece i clienti del ristorante con soffitti alti 15 metri e muri che sembrano essere ricoperti da libri (in realtà è solo un’originale tappezzeria). Si cena all’interno di divanetti circolari dallo schienale molto alto o intorno a tavole rotonde circondate da altissime tende bianche. Il menu si divide in tre parti ed è altrettanto sorprendente: Skörd è composto da gustose ricette vegetariane, Fångst è un menu di pesce e frutti di mare, e Säsong offre il meglio dei prodotti stagionali. Senza dimenticare le magnifiche ostriche dell’Oyster Bar, l’orgoglio del padrone di casa, Pontus Frithiof. Ogni piatto è una composizione geometrica e i sapori tradizionali si mescolano ad aromi speziati e un po’ fusion. Unico neo, il conto, non esattamente a buon mercato. Ma d’altronde, la qualità si paga.</p>
<p style="text-align: justify">Molto meno pretenzioso, ma altrettanto di design è <a title="Kungsholmen" href="http://www.kungsholmen.com/" target="_blank">Kungsholmen</a>, una via di mezzo tra lounge e ristorante tradizionale, nato da un progetto dell’architetto Thomas Sandell. Intorno ai tavoli si susseguono <strong>sette food court</strong>, spazi dedicati ognuno a una cucina diversa: il Raw Bar prepara sushi e piatti di pesce crudo, mentre il Nordic Bar propone le migliori ricette svedesi, dalla zuppa di gamberi al cervo in salsa di funghi. Organic, Fast food, Classic, Spice and Fruit bar completano la scelta, tra cozze alla marinara e Thai Bouillabaisse.</p>
<p><em>[fonte: corriere.it]</em></p>


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		<title>Cibo, arte e narghilè</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 14:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Case damascene restaurate risplendono ancor più nei ristoranti diventati affollatissime mete di siriani ancor prima che di turisti. Il più famoso è nei pressi della via Retta, Al-Khawali dove il presidente Bashir e la moglie Asma hanno portato i reali di Spagna e il premier turco Erdogan con la consorte. Le specialità della casa [...]


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<p style="text-align: justify">Le Case damascene restaurate risplendono ancor più nei ristoranti diventati affollatissime mete di siriani ancor prima che di turisti. Il più famoso è nei pressi della via Retta, <strong>Al-Khawali</strong> dove il presidente Bashir e la moglie Asma hanno portato i reali di Spagna e il premier turco Erdogan con la consorte. <span id="more-40"></span></p>
<p style="text-align: justify">Le specialità della casa sono il jedy bzeit (agnello al limone), il shish bil fchaara (una grigliata di pollo servito in piatti di terracotta) e una deliziosa bevanda al limone con menta. Prezzi sulle 600 lire siriane (10 euro), niente alcol e carte di credito.</p>
<p style="text-align: justify">Molto elegante, in un ambiente riccamente decorato l’<strong>Elissar</strong>, nel quartiere cristiano: qui sono ammessi gli alcolici e ci sono più stranieri. Ottime mezze (gli antipasti tipici a base di hummus o taboulé) ma anche qualche piatto che si rifa alla cucina francese: 500-600 lire, alcol escluso. Buon cibo e charme tra fontane e alberi da frutta anche alla <strong>Shami House</strong> nel quartiere ebraico, prezzi simili.</p>
<p style="text-align: justify">Singolare l’atmosfera del <strong>Palazzo degli Omayyadi</strong>, a ridosso della moschea nella via che conduce al Palazzo Azem: un luogo ideale per la sosta delle visite o dello shopping nelle ore diurne. Si mangia con 300 lire da un ricco buffet di piatti tipici caldi e freddi e si possono acquistare, nello stesso locale, raffinati oggetti di artigianato.</p>
<p style="text-align: justify">Per uno spuntino al volo, caratteristici della vecchia Damasco sono i chioschi che fanno la mankusha, una pizza sottilissima preparata con formaggio, con la pasta di olive, con il timo ecc: uno si trova nella strada al-Qaimariyya tra il quartiere cristiano e la moschea. Sulla stessa via, in uno spiazzo a ridosso della porta orientale del tempio si trova il <strong>Caffé Al Nawfara Sharia al-Qaimariyya</strong>, meta di turisti ogni giorno alle 17 perché per un’ora si possono ascoltare le sonorità declamatorie di uno degli ultimi cantastorie di professione, Abu Shady. I giovani, ragazzi e ragazzi amano fare le ore piccole fumando il narghilè: i due luoghi più alla moda sono <strong>Galerie Abdal </strong>e <strong>Moulaya</strong> entrambi nella strada Shawish, dove si organizzano anche mostre d’arte.</p>
<p>[fonte: corriere.it]</p>


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		<title>Le Stanze del Gusto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 14:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ci si trova a Napoli, questo è un indirizzo imperdibile. È in via Costantinopoli 100, ed è fresco di inaugurazione: La Stanza del Gusto, tempio gastronomico di Mario Avallone che dal quartiere Chiaia si è spostato nel centro storico aprendo un locale al passo con le più recenti tendenze del lifestyle, ma fortemente connotato. [...]


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<p style="text-align: justify">Se ci si trova a Napoli, questo è un indirizzo imperdibile. È in via Costantinopoli 100, ed è fresco di inaugurazione: <strong>La Stanza del Gusto</strong>, tempio gastronomico di Mario Avallone che dal quartiere Chiaia si è spostato nel centro storico aprendo un locale al passo con le più recenti tendenze del lifestyle, ma fortemente connotato.<span id="more-35"></span></p>
<p style="text-align: justify">Tre piani con il <strong>Cheese Bar </strong>e la <strong>bottega Squisitezze </strong>a fronte strada con lungo <strong>bancone per le degustazioni</strong> e una manciata di tavoli anni Cinquanta; al piano superiore c’è la stanza del gusto vera e propria dove ci si siede e si ordina à la carte; al pianoterra c’è la <strong>cantina dei vini</strong> – 200 etichette – e dei formaggi – 40 selezioni da tutta Italia con un occhio di riguardo ai grandi prodotti del Sud.</p>
<p style="text-align: justify">Si consuma al tavolo e si comprano delizie: vini da meditazione, cioccolato, conserve, gelatine, biscotti, piccole produzioni artigianali e naturalmente formaggi e salumi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tavoli vintage</strong> in alluminio e formica, sedie di legno ridipinte, <strong>interventi d’arte</strong> firmati da Riccardo Dalisi, sottopiatti in pietra lavica di artigiani locali, grandi lavagne e <strong>pensieri sparsi scritti a gesso </strong>compongono l’ambiente personalissimo e originale, a metà strada tra la bottega e l’osteria. Lui, Mario, è un guru nella cucina napoletana: un cuoco dalla mente raffinata, ricercatore creativo di esperienze gastronomiche. Tra le sue proposte anche il mercatino bio della domenica e la possibilità di ordinare e ritirare in negozio il proprio cesto di prodotti come natura vuole.</p>
<p style="text-align: justify">Info: <a title="La stanza del gusto" href="http://www.lastanzadelgusto.com" target="_blank">La Stanza del Gusto</a></p>
<p><em>[fonte: corriere.it]</em></p>


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