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	<title>BeRistorantiConsigliati</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>A RistorExpo 2012 sono di scena il cibo e le parole</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ileniagigante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla quindicesima edizione di RistorExpo, salone dedicato ai professionisti della ristorazione in svolgimento a Lario Fiere di Erba (Co) dal 19 al 22 febbraio prossimo, sono di scena &#8220;il cibo e le parole&#8221; attraverso seminari e workshop che valorizzano il racconto dell&#8217;arte culinaria Non solo cibo, ma anche parole. E&#8217; questo il tema e filo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-167" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2012/01/RistorExpo12_2-300x159.jpg" alt="RistorrExpo2012: è di scena il gusto" width="300" height="159" /></p>
<p><em><strong>Alla quindicesima edizione di RistorExpo, salone dedicato ai professionisti della ristorazione in svolgimento a Lario Fiere di Erba (Co) dal 19 al 22 febbraio prossimo, sono di scena &#8220;il cibo e le parole&#8221; attraverso seminari e workshop che valorizzano il racconto dell&#8217;arte culinaria</strong></em></p>
<p>Non solo <strong>cibo</strong>, ma anche parole. E&#8217; questo il tema e filo conduttore dell&#8217;edizione 2012 di <a href="http://beristoranticonsigliati.it/category/eventi/"><strong>RistorExpo</strong>, la fiera della ristorazione</a>, in apertura il prossimo 19 febbraio nella sede di Lario fiere di Erba (Co). Tra stage, workshop e seminari di approfondimento, in scena il protagonista sarà il cibo che verrà raccontato attraverso un <strong>percorso del gusto</strong>.</p>
<p><span id="more-166"></span>L&#8217; edizione 2012 si apre, quindi, con un obiettivo di forte impatto: la ricerca di un <strong>linguaggio del cibo</strong> in grado di comunicare, informare e formare perché <strong>gustare sia un&#8217;esperienza emozionale</strong> completa e <strong>coinvolgente per i sensi</strong>. Non è una novità, infatti, che si parli di cucina sempre più frequentemente attraverso i vari <strong>canali di comunicazione</strong>. D&#8217;altra parte il cibo non soddisfa solo un&#8217;esigenza fisiologica, ma oggi è anche una <strong>forma di piacere</strong> e un <strong>indice dello stile di vita</strong>.</p>
<p>La fiera, che raccoglie circa 200 aziende che presentano <strong>le novità e le tendenze del fuori</strong> casa e oltre 20.000 operatori specializzati, sarà animata da <strong>tre tipologie di concorsi</strong> organizzati dalla <strong>Fic</strong> (Federazione Italiana Cuochi) per i professionisti del settore: il concorso &#8220;<strong>Boton d&#8217;or</strong>&#8221; dedicato alla cucina calda nazionale, quello per l&#8217;elezione del &#8220;<strong>Cuoco dell&#8217;anno 2012</strong>&#8220;, e il concorso &#8220;<strong>Cuoco Arturo della Torre</strong>&#8221;  per professionisti e studenti.</p>
<p>Novità assoluta di questa edizione sarà il <strong>focus sulla cucina peruviana</strong>, che oggi offre un modello di <strong>cucina innovativa</strong> nel panorama culinario internazionale. Quattro grandi maestri della gastronomia peruviana illustreranno i piatti tipici di questa realtà del Sud America.</p>
<p>Non mancheranno, però, i prodotti locali e ampio spazio sarà riservato alle <strong>eccellenze della cucina comasca e lecchese</strong>, come pure ai <strong><a href="http://bevino.it/category/vini-italiani/">vini della Valtellina</a></strong>.</p>
<p>Fonte immagine: aislombardia.it</p>
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		<title>The Cube by Electrolux sbarca a Milano dal 19 dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Chinchilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante itinerante]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 19 dicembre 2011 fino al 26 aprile 2012, arriva a Milano il ristorante itinerante The Cube di Electrolux. Un cubo di cristallo di 140 mq, vista mozzafiato sul Duomo, una cucina a vista, non solo un’esperienza gastronomica, questo è The Cube, un originale ristorante itinerante che da Bruxelles arriva alla capitale della moda in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-161" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/12/Electrolux-The-Cube.jpg" alt="Electrolux The Cube" width="560" height="373" /></p>
<p><em><strong><em><strong>Dal 19 dicembre 2011 fino al 26 aprile 2012, arriva a Milano </strong></em>il ristorante itinerante The Cube di Electrolux. </strong></em></p>
<p>Un cubo di cristallo di 140 mq, vista mozzafiato sul Duomo, una cucina a vista, <strong>non solo un’esperienza gastronomica</strong>, questo è The Cube, un originale ristorante itinerante che da Bruxelles arriva alla capitale della moda in via Ugo Foscolo 1 dal 19 dicembre 2011 al 26 aprile 2012.</p>
<p><span id="more-160"></span><em>“The Cube by Electrolux offrirà ai suoi ospiti un’esperienza multisensoriale, unica ed irripetibile</em> &#8211; ha dichiarato Michele Sarli, Brand Marketing &amp; Communication Manager Electrolux Major Appliances Italia &#8211; <em>non solo per la possibilità di assaggiare piatti straordinari davanti ad un panorama mozzafiato ma anche per l’opportunità di interagire con alcuni tra <strong>i più grandi <a href="http://becuoco.it/tag/chef/" target="_blank">chef</a> italiani</strong>, che lavorano con Electrolux anche nei loro ristoranti, imparando trucchi e segreti del mestiere.”</em></p>
<p>A pranzo dalle ore 13 alle 15.30 o a cena dalle ore 21 fino a mezzanotte, The Cube può accogliere <strong>un massimo di 18 ospiti</strong>, quindi è indispensabile la prenotazione, che potrà essere fatta sul <a title="The Cube by Electrolux" href="http://www.electrolux.it/cube" target="_blank">sito</a> del ristorante.</p>
<p>Dopo Milano, The Cube toccherà le città di Londra e Stoccolma.</p>
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		<title>Cibo di Strada 2011 a Città della Pieve il 6 agosto</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 15:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Chinchilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra il 6 e il 7 agosto a Città della Pieve (PG) in Umbria il villaggio Streetfood (Cibo di Strada) in pieno Stile Italiano. Il Tour Streetfood 2011 “I Mille Cibi di Strada Italiani” si è rivelato un grande trionfo di sapori e tradizioni con una buona affluenza di pubblico fatto sia di anziani orgogliosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-156" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/08/Streetfood.jpg" alt="Streetfood" width="217" height="103" /><br />
<em><strong>Tra il 6 e il 7 agosto a Città della Pieve (PG) in Umbria il villaggio Streetfood (Cibo di Strada) in pieno Stile Italiano.</strong></em></p>
<p>Il Tour Streetfood 2011<strong> “I Mille Cibi di Strada Italiani”</strong> si è rivelato un grande trionfo di sapori e tradizioni con una buona affluenza di pubblico fatto sia di anziani orgogliosi delle nuove generazioni sia di giovani che si ritrovano e godono in strada con i sapori di una volta eleggendo così quei cibi italiani proposti da Streetfood come valori irrinunciabili. Intanto sempre più territori italiani contattano streetfood come nuova frontiera del catering o per inaugurazioni o per eleggere quegli stessi territori come nuove tappe del tour.</p>
<p><span id="more-154"></span>Il prossimo appuntamento è con lo <strong>Stile Italiano in Umbria, a Città della Pieve (Pg) nella “Notte Verde Bianca e Rossa” tra il 6 e 7 agosto.</strong> Dalle ore 19 l&#8217;Italia dei sapori sarà ricostruita <strong>in via Icilio Vanni</strong> tra raduno di auto storiche Fiat, Alfa, Lancia e Ferrari, dj set con dischi in Vinile, musica dal vivo e iniziative golose anche nella Rocca. In via Vanni saranno presenti i cibi di strada come: fritto misto, porchetta, focaccia di Recco, farinata ligure, olive ascolane, lampredotto e arrosticini abruzzesi oltre a focacce pugliesi, fritto piemontese, i più siciliani arancini, i cannoli  e il pani&#8217; ca&#8217; meusa, le seadas e saranno il giusto abbinamento con Campari per costituire un vero e proprio<strong> “villaggio streetfood”.</strong> All&#8217;evento è atteso anche il “turista per caso” <strong>Patrizio Roversi.</strong></p>
<p>Tappe successive riguarderanno il mese di settembre in cui <strong>Streetfood torna in Toscana</strong>, nel Mugello a Borgo San Lorenzo (FI). Qui saranno le Vie del Gusto a portare i visitatori nell&#8217;area Streetfood. Un corteo di sapori tra prodotti tipici, vino e birre artigianali è il giusto corredo ai sapori più autentici creati per strada e che giungeranno nel cuore del Mugello da ogni parte d&#8217;Italia.</p>
<p>Partito da Piazza della Badia ad Arezzo dal 16 al 18 marzo il tour dell&#8217;Associazione Streetfood è stato volutamente denominato “I Mille Cibi di Strada Italiani” per celebrare in tante tappe il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia includendovi il riferimento ai “Mille garibaldini” e ad un <strong>orgoglio tutto italiano.</strong></p>
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		<title>Villa del Quar presenta il nuovo Executive Chef, Filippo Gozzoli</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 09:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Chinchilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[La Famiglia Montresor, proprietaria da generazioni della villa veneta nel cuore della Valpolicella, ha annunciato che Filippo Gozzoli è il nuovo Executive Chef. Cremonese, 37 anni, Filippo Gozzoli assume l’incarico delle cucine di Villa del Quar e del Ristorante Arquade, con l’ambizioso obiettivo di mantenere il prestigio e l’eleganza della villa. Dopo aver mosso i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-152" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/08/Filippo_Gozzoli.jpg" alt="Filippo Gozzoli" width="322" height="460" /><br />
<strong><em>La Famiglia Montresor, proprietaria da generazioni della villa veneta nel cuore della Valpolicella, ha annunciato che Filippo Gozzoli è il nuovo Executive Chef.</em></strong></p>
<p>Cremonese, 37 anni, Filippo Gozzoli assume l’incarico delle cucine di Villa del Quar e del Ristorante Arquade, con l’ambizioso obiettivo di mantenere il prestigio e l’eleganza della villa. Dopo aver mosso i primi passi nelle cucine dei ristoranti della sua provincia, gli incontri che ne hanno segnato la formazione sono stati quelli con Claudio Nevi, grande ristoratore di Cremona con una grandissima conoscenza del mondo del vino, <em>“da cui ho avuto la prima chance di guidare una cucina”</em>; Nazzareno Meneghini (dell’Hotel de Russie di Roma) <em>“da cui imparato a organizzare una brigata di cucina numerosa”</em>; e il Maestro Gualtiero Marchesi <em>“la persona più curiosa, colta e completa che io abbia mai conosciuto”.</em></p>
<p><span id="more-151"></span>Dal Ristorante Ceresole (1*Michelin) all’Osteria Alla Sosta, passando per il prestigioso Club privato Harry’s Bar di Londra, Le Gavroche e l’Oak Room di Londra (entrambi 3*Michelin), senza dimenticare l’Hotel Eden (1* Michelin), l’Hotel de Russie di Roma, l’Hotel Bauer a Venezia e fino ad arrivare a Milano dove per cinque anni ha ricoperto il ruolo di Executive Chef del Park Hyatt Milan (5*L), <strong>Filippo Gozzoli</strong> ha così definito il suo percorso di crescita e maturato <strong>uno stile del tutto personale</strong>.</p>
<p>In questo susseguirsi di insegnamenti e contenuti, Gozzoli è riuscito a dare forma e definizione alla sua linea di cucina: in primo piano c’è sempre la ricerca di una grande materia prima, scelta secondo i <strong>criteri di semplicità</strong>, per approdare a piatti altrettanto genuini nel pieno rispetto dell’ingrediente principale. <em>“Amo la cucina leggera e moderna</em> – racconta lo Chef – <em>rispettosa della tradizione italiana, ma non sono insensibile alle suggestioni esotiche, purché non esasperate&#8221;.</em></p>
<p>A fianco di Filippo, <strong>Gennaro Vitto è lo Chef de Cuisine.</strong> Le sue esperienze più considerevoli si sono svolte all’ombra della Torre Eiffel, presso Alain Ducasse, Yannich Aleno, Solivares e in altri ristoranti pluristellati, ma anche in Spagna con Martin Berasategui e Ramon Freissa.</p>
<p>Da ottobre dello scorso anno, Gennaro Vitto collabora con l’Università degli Studi di Milano e il Prof. Fernando Tateo, Ordinario alla Facoltà di Sceinze e Tecnologie Alimentari. Con la sua esperienza vuole contribuire ad impostare nuove soluzioni di cucina improntate su tecniche innovative, armonie, materie prime locali e creatività, seppur rimanendo nell’alveo della tradizione.</p>
<p>La cucina di Filippo e Gennaro <strong>gioca su contrasti</strong> che danno vita a perfetti equilibri gustativi: contrapporre sapori (dolce e salato), consistenze (morbido e croccante) o temperature diverse, ma sempre nel rispetto degli ingredienti e della loro intrinseca armonia.</p>
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		<title>Cucina italiana o francese? La differenza è nella forma</title>
		<link>http://beristoranticonsigliati.it/97/cucina-italiana-o-francese-la-differenza-e-nella-forma/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 14:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Tipica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina francese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[Italia e Francia, a tavola, si trovano concordi su varietà, territorialità e convivialità. E se, quindi, la principale differenza tra le due culture culinarie fosse una questione di forma? Se lo chiedono gli esperti di Easyviaggio.it, in viaggio in un Giro d’Orizzonti alla scoperta della cucina francese. A chi non è mai capitato di riscoprire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-99" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/01/ostriche-e-champagne.jpg" alt="Cucina italiana o francese? La differenza è nella forma" width="430" height="430" /></p>
<p><em><strong>Italia e Francia, a tavola, si trovano concordi su varietà, territorialità e convivialità. E se, quindi, la principale differenza tra le due culture culinarie fosse una questione di forma? </strong></em></p>
<p>Se lo chiedono gli esperti di Easyviaggio.it, in viaggio in un Giro d’Orizzonti <strong>alla scoperta della cucina francese</strong>. A chi non è mai capitato di riscoprire sopiti fremiti d’amor patrio discutendo di cucina con un francese? La cucina dello stivale non ha bisogno di presentazioni; la cucina francese è stata riconosciuta lo scorso novembre dall’<strong>Unesco </strong>come la<strong> miglior cucina al mondo</strong> ed è stata elogiata in particolare come &#8220;pratica sociale destinata a celebrare i momenti più importanti della vita di singoli e dei gruppi&#8221;. Per entrambe le culture culinarie, dunque, le<strong> parole d’ordine sono varietà, territorialità e convivialità</strong>.</p>
<p><span id="more-97"></span></p>
<p>Ma anche la <strong>forma</strong>, la <strong>presentazione </strong>e l’<strong>immagine </strong>hanno un ruolo. Un ruolo, forse, decisivo: come si può apprezzare nelle meraviglie gastronomiche che seguono, per un Giro d’Orizzonti che è anche un succulento <strong>Giro di Sapori</strong>. Tutti meravigliosamente presentati, nel piatto o nel bicchiere. Si inizia con l’<strong>aperitivo</strong>: <strong>vino di Cassis o Pastis?</strong> I <strong>vini bianchi di Cassis</strong> sono particolarmente secchi grazie al suolo calcareo che caratterizza il territorio cassidano, premiato nel 1936 con l’ Appellation d’Origine Contrôlée (AOC): un vino di qualità, ottimo per accompagnare piatti come il paté d’olive o semplici olive da tavola. Ottima alternativa è il <strong>Pastis</strong>: vera e propria tradizione nel sud della Francia e, in origine, sostituto dell’assenzio. Lo si ottiene dalla lavorazione dell’anice stellato e della liquirizia, mescolato a dell’anice verde, al finocchio e ad altre spezie.</p>
<p><strong>Ostriche e champagne</strong>. Non c’è <strong>nulla di più francese</strong> di questo, nemmeno nell’immaginario: le ostriche sono un vanto e particolarmente lo sono quelle provenienti da<strong> Marennes-Oléron</strong>. Rispetto alle ostriche di mare quest’ostrica è meno aspra e iodata e resiste meglio alla conservazione. Tra i diversi tipi di ostrica, ecco la<strong> Fine de Claire</strong> (ricca d’acqua e con una carne fina e un sapore equilibrato), l’ostrica Fine de Claire verde marchio rosso (il cui colore verde prova l’inverdimento naturale), l’ostrica speciale (rotonda e voluminosa), e l’ostrica speciale di marchio rosso (dalla carne avoriata, croccante, generosa e dal gusto pronunciato).</p>
<p>Nascere a Marsiglia e diventare famoso a Nimes: è il destino della <strong>brandade di merluzzo</strong>, che deve la sua nascita soprattutto alla strada del sale. All’epoca i grandi Terre-neuvas (navi per la caccia al merluzzo) cercavano sale in <strong>Camargue </strong>per conservare il merluzzo catturato durante la lunga stagione di pesca. Proprio durante una di queste soste alcuni pescatori ebbero l’idea di mescolare la <strong>polpa del merluzzo</strong>, precedentemente tritata, con <strong>olio d’oliva</strong>. Il nome del piatto deriva dal latino &#8220;brandare&#8221;, che significa “mescolare”. Grazie a Charles Durand, questo piatto riceve il titolo nobiliare verso il 1800 diventando il piatto tradizionale del Venerdì santo.</p>
<p>Conquistò poco a poco tutto il centro, poi il nord e trovò in Alphonse Daudet, originario di Nîmes, un fervente sostenitore. La <strong>ricetta </strong>è molto semplice: bisogna dissalare il merluzzo, togliere le lische, sfilacciarlo (ridurlo in briciole), poi mescolare con un cucchiaio di legno aggiungendo latte e olio d’oliva. Tradizionalmente è servito caldo e può essere gustato in pasta sfoglia.</p>
<p>Ed ecco la <strong>carne</strong>. È la <strong>Lozère </strong>il paradiso francese degli amanti della carne. Salsicce, prosciutto, fricandeau, tripoux, truffade, Manouls, salsicce Maôche (a base di cavolo, patate ed erbe), dall’inizio del pasto la tavola è subito imbandita con affettati e salumi. Vengono poi i piatti dove il <strong>cinghiale </strong>è protagonista, fino il clou del pasto: quando si serve l’agnello de parcours. L’allevamento di questo agnello segue una serie di norme molto rigide: il <strong>Parco Nazionale di Cévennes</strong> è considerato come l’unica area di allevamento e gli <strong>agnelli </strong>nati in primavera devono essere nutriti esclusivamente con il latte della madre e l’erba dei pascoli e non possono essere venduti prima del 1 luglio o del 31 dicembre.</p>
<p><strong>Verdure</strong>: molto più di un contorno. La <strong>valerianella </strong>è diventata uno degli emblemi della produzione ortofrutticola di <strong>Nantes</strong>: insensibile al freddo delle temperature invernali, si coltiva nei campi, all’aria aperta. Ricoperta da uno strato di terra, cresce senza danneggiare le foglie, dalle quattro alle dodici settimane prima di essere raccolta. I contadini di questa zona sono i soli a produrre dei porri fuori stagione: la raccolta avviene tra maggio e i primi giorni dell’estate. Il sapore è completamente diverso dal <strong>porro </strong>invernale. Per accompagnare carne e pesce non c’è niente di meglio di una <strong>giardiniera </strong>di verdure: piselli, ravanelli, carote nantesi, rape, cipolle e porri invernali. O ancora, appena cotti al vapore e saltati con burro bianco.</p>
<p><strong>Bordeaux</strong>: la parola a <strong>sua maestà il vino</strong>. È la combinazione del clima oceanico temperato (che la corrente del Golfo influenza portando estati calde, rare gelate in inverno e primavere umide) e dei terreni che dà ai vitigni di Bordeaux la loro specificità. Per elaborare i vini di Bordeaux vengono utilizzati più vitigni. I vini rossi vengono essenzialmente da due vitigni importanti: il <strong>Merlot </strong>e il <strong>Carnet Sauvage</strong>. Subito dopo seguono il Cabernet Franc, le Carmenère, le Malbec e il Petit Verdot. I vini bianchi vengono principalmente dal Sémillon, dal Sauvignon e dalla Muscadelle. A questi tre vitigni principali vanno aggiunti il Colombard, il Merlot bianco e l’Ugni blanc.</p>
<p>Nel 774, a proposito del <strong>brie di Meau</strong>, Carlomagno disse: “<em>Ho appena scoperto una delle pietanze più deliziose</em>”. In seguito, numerose teste coronate cedettero al fascino di questa pietanza così raffinata: Roberto II Pio (figlio di Ugo Capeto), verso il 999, se ne serve regolarmente; Bianca di Navarra lo invierà a Filippo Augusto; con Luigi XIV sono le porte della corte di Francia che gli si aprono (ogni settimana partono cinquanta convogli da Meaux per rifornire Versailles, Parigi e St. Germain) e forse Luigi XIV deve la sua cattura a una semplice tappa per gustare del Brie a Claye-Souilly. Con la Rivoluzione questo <strong>formaggio </strong>diventerà un simbolo culinario dell’uguaglianza, apprezzato tanto dai ricchi quanto dai poveri. Ma l’apoteosi avviene nel 1815, durante il Congresso di Vienna, quando dopo aver definito le frontiere ereditate da Napoleone I, ci fu una degustazione nella quale il <strong>Brie </strong>si fece eleggere Re dei formaggi e formaggio dei Re.</p>
<p>Bisognerebbe parlare di “<strong>dolci baschi</strong>” piuttosto che di “dolce basco”. Infatti la storia della pasticceria basca cita due dolci tradizionali le cui origini sembrano identiche. Tutto comincia dall’origine a Cambo, paesino nella provincia di Labourd. Il dolce appare nel XVII secolo come una pasticceria di tradizione rurale. In origine, non c’era nessuna guarnizione. La pasta era preparata a base di farina di mais e di strutto, spesso gli si dava una forma di piccolo maiale. Dal XVIII secolo questo dolce è molto apprezzato dai viaggiatori così come il <strong>Biskotxak </strong>(il secondo dolce basco) di cui il segreto della ricetta è stato gelosamente custodito dalle famiglie basche. Da allora Cambo conserva nella memoria il nome delle sorelle Dibar (Elisabhet e Anne), soprannominate le sorelle Bicotx (biscotti) che avrebbero conservato di madre in figlia e di generazione in generazione i segreti di una ricetta la cui fama supera ampiamente le frontiere dei Paesi Baschi. È in questo periodo che il dolce si adorna con confettura di more, fichi, prugne o ciliegie, secondo la stagione.</p>
<p>Fonte immagine: Forum.rai.it</p>
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		<title>Constance Belle Mare Plage ospita il Festival Culinario Bernard Loiseau 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 13:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Bernard Loiseau 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Culinario]]></category>

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		<description><![CDATA[La Francia vincitrice della 6°edizione della prestigiosa manifestazione culinaria. Dal 13 al 20 marzo 2011 sei chef europei stellati Michelin insieme ad altrettanti chef del Gruppo Constance Hotels Experience si sono sfidati a colpi di creatività in perfetto spirito di armonia, entusiasmo e collaborazione. Una full immersion nel magico mondo della cucina mauriziana, per creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-144" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/03/Constance-Belle-Mare-Plage.jpg" alt="Constance Belle Mare Plage ospita il Festival Culinario Bernard Loiseau 2011" width="350" height="233" /></p>
<p><em><strong>La Francia vincitrice della 6°edizione della prestigiosa manifestazione culinaria.</strong></em></p>
<p>Dal 13 al 20 marzo 2011 sei <strong>chef europe</strong>i stellati Michelin insieme ad  altrettanti <strong>chef del Gruppo Constance Hotels Experience</strong> si sono sfidati a  colpi di creatività in perfetto spirito di armonia, entusiasmo e  collaborazione. Una full immersion nel magico mondo della <strong>cucina  mauriziana</strong>, per creare menù innovativi a base di prodotti tipici locali,  arricchiti da un forte mix di profumi e sapori indiani e cinesi e  dall’eleganza della cucina italo – francese.</p>
<p><span id="more-143"></span>Un tributo al<strong> grande chef francese Bernard Loiseau</strong>. Un omaggio alla  natura di Mauritius e ai suoi prodotti. Un incontro tra due mondi:  Oriente ed Occidente. Anche quest’anno il<strong> Festival Culinario Bernard  Loiseau</strong>, giunto alla sesta edizione, si è svolto nella suggestiva  cornice del<strong> Constance Belle Mare Plage</strong>, il resort 5 stelle del Gruppo  Constance Hotels Experience situato lungo una delle più spettacolari  spiagge dell’isola di Mauritius.</p>
<p>A valutare l’originalità dei piatti una <strong>giuria di esperti internazionali </strong>presieduta, come consuetudine, dalla <strong>sig.ra Dominique Loiseau</strong>,<strong> CEO del  Relais Bernard Loiseau</strong> e vicepresidente di <strong>Relais Chateaux</strong>, e composta  da ospiti illustri come <strong>Patrick Bertron</strong>, 3 stelle Michelin, che ha  supervisionato la serata conclusiva. Nel corso della Cena di Gala con un  prestigioso menù proposto dallo <strong>Chef Bertrand</strong>, 3stelle Michelin ed  impreziosito dai migliori <strong>Champagne Deutz</strong>, è stata decretata la coppia  vincitrice: <strong>Serge Vieira</strong>, chef stellato del ristorante “Serge Vieira” in  Chaudes – Aigues e <strong>Mr Harrish Mungur</strong>, chef del Belle Mare Plage.</p>
<p>La coppia ha presentato un’evoluzione di cuore di palma avvolta in un  involtino di tonno decorato con mango “rosa dei venti” su un letto di  salsa a base di agrumi e arachidi tostati. Seguito da un piatto di  cannelloni di bietole mauriziane arricchiti da stuzzicanti sapori al  gusto limone e banana. Sul podio altre due coppie di eccellenti chef: al  2°posto primeggia ancora la Francia accompagnata da uno<strong> chef del  Constance Halaveli</strong> ed al 3° la coppia formata dallo chef europeo UK e da  uno chef locale del<strong> Constance Lémuria Resort</strong>.</p>
<p>Un Festival quest’anno con un nuovo programma ricco di tanti nuovi  concorsi e originali occasioni di scambio che hanno impreziosito la  settimana culinaria: dalla gara tra<strong> sei migliori barman del Constance  Belle Mare Plage </strong>e del <strong>Constance Le Prince Maurice</strong> il 14 marzo, alla  selezione tutta al femminile della migliore decorazione al tavolo che ha  visto protagoniste le mogli degli chef il 15 marzo, fino ad un concorso  enologico tenutosi il 18 marzo dove sei sommelier mauriziani hanno  abbinato i migliori vini ai piatti serviti dagli chef.</p>
<p>Convivialità, genuinità, spirito di condivisione e ospitalità alcuni dei  valori che emergono ogni anno da questa prestigiosa<strong> kermesse  gastronomica</strong>. Un’occasione unica di scambio di tradizioni e conoscenze  culinarie, capace di legare due mondi lontani in un’esperienza raffinata  e gratificante in stile Constance Hotels Experience.</p>
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		<title>Streetfood Tour, il cibo di strada unisce l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 11:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[cibo di strada]]></category>
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		<description><![CDATA[Partirà da Arezzo lo “Streetfood Tour” in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia e il Cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari. Il Risorgimento è il trait-d&#8217;union delle tappe da marzo a luglio in Toscana. Il vero Cibo di Strada farà il giro d&#8217;Italia con l&#8217;associazione Streetfood, unica a occuparsi ufficialmente in Italia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-141" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/03/cibo-da-strada.jpg" alt="Streetfood Tour, il cibo di strada unisce l'Italia" width="400" height="266" /></p>
<p><em><strong>Partirà da Arezzo lo “Streetfood Tour” in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia e il Cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari. Il Risorgimento è il trait-d&#8217;union delle tappe da marzo a luglio in Toscana.</strong></em></p>
<p>Il vero <strong>Cibo di Strada</strong> farà il giro d&#8217;Italia con l&#8217;associazione <strong>Streetfood</strong>, unica a occuparsi ufficialmente in Italia di questa tipologia di prodotto così come <strong>tradizione enogastronomica italiana</strong> vuole. L&#8217;associazione culturale delizierà i palati di grandi e piccini in un percorso che attraversa la <strong>Toscana</strong> da <strong>Arezzo</strong> alla <strong>Valdichiana</strong> alla <strong>Val d&#8217;Orcia</strong>, alle pendici del monte Amiata.</p>
<p><span id="more-140"></span><br />
Dal 16 al 18 marzo l&#8217;Associazione Streetfood con patrocinio del <strong>Comune di Arezzo</strong> allestirà un <strong>mercato dei cibi di strada</strong> per<strong> ricostruire l&#8217;Italia pre-unitaria</strong>. Il tutto è inserito nei festeggiamenti del <strong>150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong>. Le celebrazioni per l&#8217;importante ricorrenza si arricchiranno così di prelibatezze provenienti da territori come: Regno di Sardegna,  Granducato di Toscana, Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie.  L&#8217;occasione è grande per celebrare anche i 500 anni della nascita di <strong>Giorgio Vasari</strong> artista biografo ed architetto aretino prediletto dai Medici.</p>
<p>Seconda edizione, dopo il successo riscosso a maggio 2010, a <strong>Marciano della Chiana</strong> dal 27 al 29 maggio. Si riprende il tema vasariano perché proprio in questo territorio fu combattuta la Battaglia di Marciano il cui dipinto omonimo del Vasari è conservato nel Salone dei 500 a Palazzo Vecchio a Firenze. Dalla vittoria dei Fiorentini, su commissione di Cosimo I, Vasari costruì il Tempio di S.Stefano alla Vittoria visitabile a pochi chilometri da Marciano. Tutta la Valdichiana è unita in sinergia per una promozione turistica integrata ed è costellata di opere di Vasari.</p>
<p><strong>Radicofani</strong> (Val d&#8217;Orcia, SI): in piena estate, durante i primi tre giorni di luglio, il tour <strong>Streetfood</strong> fa una sosta alle fresche pendici dell&#8217;Amiata nel versante della Val d&#8217;Orcia, patrimonio dell&#8217;Umanità per l&#8217;Unesco. In questa parte della Toscana si è scoperto un altro<strong> cibo di strada autoctono</strong>: il <strong>Ciaffagnone</strong>, sorta di <strong>tortino di farina e acqua </strong>come vuole la <strong>tradizione povera del recupero</strong> in cucina. Radicofani e la Valdorcia rappresentano un territorio che dà vita a <strong>vigneti</strong> celebri come il Montalcino e confina con l&#8217;altra nota DOCG: il <strong>Nobile di Montepulciano</strong> oltre a cullare l&#8217;adolescente DOC Orcia. Molti i <strong>birrifici</strong> artigianali del luogo e Radicofani è a tutti gli effetti eletta Capitale del Cibo di Strada al pari di Firenze e il suo lampredotto, Monte San Savino(AR) Costano (PG) o Ariccia (Roma) e la <strong>Porchetta</strong>, Perugia e la <strong>Torta al Testo</strong> ed altre <strong>identità enogastronomiche locali</strong>.</p>
<p>L’Associazione “<strong>Streetfood</strong>” è nata con l’obiettivo principale di r<strong>ecuperare la storia del cibo di strada</strong> e di promuovere questo mondo che in Italia vanta radici storiche. Tra le attività dell’Associazione Streetfood la ricerca, con la partecipazione ai master di settore, a corsi universitari grazie all’ausilio di pubblicazioni in corso d’opera.</p>
<p>Fonte immagine: Panperfocaccia.eu</p>
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		<title>Pizza d&#8217;autore: la migliore viene dalla Sicilia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 13:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Dove mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Insolito e originale,è stato il torneo &#8220;Pizza a due&#8221; organizzato da Pizza e Pasta Italiana &#8211; Scuola Italiana Pizzaioli, che si tenuto all&#8217;interno di Tirreno Ct, Salone nazionale per alberghi, caffè, bar, gelaterie, pasticcerie, pizzerie, panifici, ristoranti e comunità in corso di svolgimento a Carrarafiere. La professione degli chef, dei maitres e di tutto ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-137" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/03/pizza.jpg" alt="Pizza d'autore: la migliore viene dalla Sicilia" width="550" height="413" /></p>
<p><em><strong>Insolito e originale,è stato il torneo &#8220;Pizza a due&#8221; organizzato da  Pizza e Pasta Italiana &#8211; Scuola Italiana Pizzaioli, che si tenuto  all&#8217;interno di Tirreno Ct, Salone nazionale per alberghi, caffè, bar,  gelaterie, pasticcerie, pizzerie, panifici, ristoranti e comunità in  corso di svolgimento a Carrarafiere. </strong></em></p>
<p>La professione degli <strong>chef</strong>, dei <strong>maitres </strong>e di tutto ciò che ruota intorno  al settore dell&#8217;<a href="http://www.beturista.it" target="_blank"><strong>offerta turistica</strong></a> è protagonista della cinque giorni di<strong> Tirreno C.T.</strong> In ripresa intanto il settore dei <strong>ristoranti</strong>, secondo la  Fipe crescono i consumi fuori casa. L&#8217;offerta si rinnova, i consumatori  sono sempre più esigenti. Nel corso della manifestazione ha avuto luogo  la <strong>gara per la migliore pizza d&#8217;autore</strong>, che ha visto lavorare insieme <strong> pizzaioli </strong>e <strong>chef</strong>, due facce della stessa pizza: la competizione ha visto  uno chef e un pizzaiolo dare vita alla <strong>pizza più creativa</strong>. Lo chef  preparava il condimento per la pizza che il pizzaiolo disponeva sulla  pasta per poi infornare.</p>
<p><span id="more-135"></span><br />
Alla fase finale sono arrivate cinque coppie pizzaiolo-chef. <strong>A vincere è  stata l&#8217;accoppiata Charon Cardone (chef) e Vincenzo Cardone  (pizzaiolo)</strong>, figlia e padre titolari della <strong>pizzeria Bella Napoli di  Caltagirone</strong> (Ct) con la pizza &#8220;<strong>Bella Napoli</strong>&#8221; realizzata con <strong>pomodoro</strong>, <strong> gamberoni</strong>, <strong>lardo di Colonnata</strong>, <strong>melanzane</strong>, <strong>mozzarella di bufala</strong> e  l&#8217;aggiunta della <strong>riduzione della cottura</strong> dei <strong>gamberoni </strong>con il <strong>cognac</strong>. A  salire sul podio, la coppia Alessandro Gatti di Massa (Ms) e Sabrina  Pucci di Forte dei Marmi (Lu) e Maurizio Marinello in coppia con Luca  Giaccone entrambi di Tai di Cadore (Bl).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-136" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/03/pizza-a-due.jpg" alt="Pizza d'autore: la migliore viene dalla Sicilia" width="353" height="470" /></p>
<p>E non ci sono soltanto i cuochi a rendere famoso un ristorante.  <strong>Massimiliano Martino</strong>, originario di <strong>Como</strong>, è il miglior maitre della zona  Toscana-mare. Martino, che lavora al ristorante <strong>Bistrò di Forte dei  Marmi</strong> (Lu), si è aggiudicato la gara organizzata da <strong>Amira</strong>,  l&#8217;associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi presieduta da  Sebastiano Sorrentino, che si è svolta all&#8217;interno di Tirreno Ct.  Secondo classificato, Alessandro Dini primo maitre al<strong> Grand  Hotel&amp;Riviera</strong> di <strong>Lido di Camaiore</strong> (Lu).</p>
<p>I due si sono sfidati con una <strong>preparazione alla lampada </strong>di piatti a base  di volatili, tema della gara di quest&#8217;anno.<strong> Massimiliano Martino</strong>, che  ha iniziato la professione nel 1996, ha preparato un &#8220;<strong>Risotto Carnaroli  della Maremma con pernice rossa e la sua riduzione</strong>&#8220;. La preparazione ha  battuto di un soffio il &#8220;<strong>Petto d&#8217;anatra al ribes e ginepro</strong>&#8221; di  Alessandro Dini. A giudicare i concorrenti, che dovevano preparare il  piatto in massimo trenta minuti, una giuria qualificata di cinque <strong> esperti enogastronomici</strong> (maestri della ristorazione, giornalisti,  operatori del settore) che hanno valutato realizzazione, presentazione e  gusto del piatto e abbinamento con il vino. Quella del <strong>maitre </strong>è una  professione che si sta un po&#8217; perdendo, ma che invece rappresenta un  investimento determinante nel valore del servizio che un ristorante  offre alla propria clientela.</p>
<p>Il settore dei consumi fuori casa risulta nel nostro paese in crescita e  si conferma avere una funzione anticiclica nell&#8217;ambito  dell&#8217;<strong>agroalimentare </strong>e rappresenta l&#8217;ancora di salvezza per molte imprese  della filiera. I consumi alimentari, si legge in una recente ricerca  Fipe, valgono, nell&#8217;Unione Europea, 882 miliardi di euro pari al 13,1%  della domanda complessiva con 468 miliardi di euro spesi e con  l&#8217;alimentare che rappresenta un quinto del budget complessivo di spesa  dei cittadini europei. In appena quattro (Germania, Francia, Italia e  Spagna) dei 27 Paesi europei i consumi alimentari domestici ed  extradomestici ammontano a 796 miliardi di euro, il 78% del valore  complessivo dei paesi dell&#8217;eurozona e il 59% del valore complessivo  riferito ai 27 paesi dell&#8217;Unione.</p>
<p><strong> Tirreno C.T. proseguirà fino al 10 marzo</strong> negli spazi di <strong>CarraraFiere</strong>. Il  programma di domani, martedì 8 marzo, farà entrare nel vivo i tanti  concorsi internazionali e nazionali. Domani infatti verrà decretato il  <strong>miglior barista d&#8217;Italia</strong> (che accederà ai campionati mondiali) con la  finalissima del concorso nazionale promosso dall&#8217;Acib. L&#8217;Ais celebrerà  nel pomeriggio le <strong>donne del <a href="http://www.bevino.it" target="_blank">vino</a></strong>. La <strong>Scuola italiana pizzaioli</strong> promuove  il campionato &#8220;Pizza fantasia&#8221;. I Gelatieri d&#8217;Italia premieranno il  miglior gelato fuoriuscito dal concorso nazionale.</p>
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		<title>AskTheChef: Chef d&#8217;eccezione e eccellenze dal territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dove mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[AskTheChef]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Russo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ragosta Hotels Collection presenta il primo volume di &#8220;AskTheChef&#8221;, e prosegue così la promozione di una gastronomia basata sulle eccellenze territoriali. Ragosta Hotels Collection è lieta di presentare “AskTheChef”: una raccolta di ricette dedicata alle eccellenze gastronomiche del territorio dove sono situate le strutture Ragosta. A selezionare e proporre con cura le ricette, Francesco Russo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-133" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/02/chef.jpg" alt="AskTheChef: Chef d'eccezione e eccellenze dal territorio" width="550" height="185" /></p>
<p><em><strong>Ragosta Hotels Collection presenta il primo volume di &#8220;AskTheChef&#8221;, e prosegue così la promozione di una gastronomia basata sulle eccellenze territoriali.</strong></em></p>
<p><strong>Ragosta Hotels Collection</strong> è lieta di presentare “<strong>AskTheChef</strong>”: una raccolta di ricette dedicata alle <strong>eccellenze gastronomiche </strong>del territorio dove sono situate le strutture <strong>Ragosta</strong>. A selezionare e proporre con cura le ricette, <strong>Francesco Russo</strong>, talentuoso <strong>chef</strong> dell’<strong>Hotel Raito</strong> e del suo <strong>ristorante gourmet </strong>“<strong>Il Golfo</strong>”, che come lui stesso dichiara “<em>Amo stupire e stupirmi, raccontandomi nelle mie preparazioni mirate a colpire non solo il gusto ma tutti e cinque i sensi, invitando i miei ospiti ad un’esperienza sensoriale a tutto tondo, anche perché credo nelle parole di Ludwig Feuerbach: l&#8217;’uomo è ciò che mangia</em>”.</p>
<p><span id="more-132"></span></p>
<p>Il primo volume è dedicato a <strong>Vietri sul Mare </strong>e dintorni, vero e proprio omaggio a quest’area ricca di prodotti unici: dal carciofo tondo di <strong>Paestum</strong> alla colatura di <strong>alici di Cetara</strong>, dalla <strong>nocciola</strong> di <strong>Giffoni</strong> ai <strong>pomodori</strong> di <strong>San Marzano</strong>. Per scaricare il primo volume di <strong>AskTheChef</strong>, basta cliccare su <a href="http://www.ragostahotels.com/askthechef.htm" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>La prefazione invece è a cura della giornalista campana <strong>Piera Carlomagno</strong>, che sottolinea: ”<em>Oggi la valorizzazione del nostro territorio passa attraverso una <strong>difesa</strong> consapevole delle proprie <strong>origini</strong> e delle proprie <strong>tradizioni</strong>, che si concretizza nell’utilizzo di prodotti a km zero, e dove il concetto di <strong>filiera corta</strong> vuol dire garanzia di qualità e freschezza</em>”.</p>
<p>“<em>Siamo davvero orgogliosi di poter presentare questo primo volume che esprime la nostra volontà di voler contribuire al sostegno delle nostre <strong>produzioni locali</strong> e delle nostre eccellenze, non è solo un libro di ricette ma un vero e proprio viaggio nella storia gastronomica di questa terra, che ha ancora tanto da raccontare</em>”, ha commentato <strong>Gianluca Giglio</strong>, Direttore Generale <strong>Ragosta Hotels Collection</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: Ragostahotels.com</p>
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		<title>Brasile: nasce la certificazione per i &#8220;veri&#8221; ristoranti italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dove mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[nel Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla certificazione, gli amanti della buona cucina, potranno riconoscere anche nel lontano Brasile, il vero gusto del Made in Italy gourmet A San Paolo, nel corso di un evento organizzato dalla Camera di commercio Italo-Brasiliana in collaborazione con Unioncamere e Isnart, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e il presidente della Camera di commercio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-129" src="http://beristoranticonsigliati.it/files/2011/02/spaghetti.jpg" alt="cucina italiana" width="550" height="379" /></p>
<p><em><strong>Grazie alla certificazione, gli amanti della buona cucina, potranno riconoscere anche nel lontano Brasile, il vero gusto del Made in Italy gourmet</strong></em></p>
<p>A San Paolo, nel corso di un evento organizzato dalla <strong>Camera di commercio Italo-Brasiliana</strong> in collaborazione con <strong>Unioncamere</strong> e <strong>Isnart</strong>, il presidente di Unioncamere, <strong>Ferruccio Dardanello</strong>, e il presidente della Camera di commercio Italo-Brasiliana, <strong>Edoardo Pollastri</strong>, consegneranno le prime 30 targhe del <strong>marchio Ospitalità Italiana</strong>, che insigniranno anche nell’America del Sud le vetrine dei ristoranti italiani di qualità, genuini ambasciatori dell’Italian style.</p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<p>Il progetto, lanciato da <strong>Unioncamere</strong> con la collaborazione dei ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole, dei Beni culturali e del Turismo, ha raccolto in soli 6 mesi, attraverso le Camere di commercio italiane all’estero, l’adesione di <strong>1.129 ristoranti italiani di 45 paesi esteri</strong>.</p>
<p>Ma solo dopo un’attenta valutazione da parte di un apposito comitato, composto da esperti tecnici rappresentanti le principali istituzioni ed organizzazioni coinvolte, viene rilasciata, come nel caso dei <strong>30 ristoranti brasiliani</strong>, l’esclusiva certificazione <strong>“Ospitalità italiana. Ristoranti italiani nel mondo”</strong>, per ottenere la quale gli esercenti devono dimostrare di rispettare un <strong>severo Decalog</strong>o definito dai soggetti promotori del progetto e sottoporsi successivamente a periodici controlli diretti a verificare la sussistenza delle condizioni che hanno portato alla consegna del marchio.</p>
<p>Fonte immagine: Prodotti-tipici-italiani.it</p>
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